“Come arricchirsi velocemente”

I soldi in poche parole

Come arricchirsi velocemente. A molte persone potrebbe essere venuto in mente di cercare sui motori di ricerca una frase del genere, nella speranza di trovare informazioni utili all’obiettivo. Del resto, la voglia di fare soldi in modo facile e veloce non è certo un fenomeno nuovo. Ma oggi, grazie a internet, si possono trovare in rete tanti articoli che vogliono provare a convincerti che esistano metodi più o meno miracolosi per riuscirci. Sono molto diffusi anche videocorsi online che ti promettono di diventare ricco in poche e semplici mosse. Ciò, però, si risolve spesso in un nulla di fatto.

Come arricchirsi velocemente: la serie Netflix

Questa voglia smisurata delle persone di diventare ricche, con il conseguente rischio di essere vittima di truffe, è al centro di Come arricchirsi velocemente, prima puntata della serie Netflix I soldi in poche parole. Si tratta di una miniserie fatta da 5 documentari di una ventina di minuti ciascuno. Gli argomenti sono vari: oltre alle truffe e alle trappole del marketing, si parla anche di carte di credito, prestiti universitari, gioco d’azzardo e pensioni.

Le puntate sono tutte ben costruite e si pongono l’obiettivo di far capire a un pubblico generalista come funzionano i soldi. Il focus è ovviamente sulla situazione americana. Per questo molte puntate possono essere interessanti per capire come funzionano le cose in un paese come gli Usa, ma non hanno quella forza di coinvolgimento che avrebbero nel caso in cui si parlasse di problemi che ci riguardano direttamente.

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La puntata che si intitola “Come arricchirsi velocemente”, però, parla anche di noi. Perché quei metodi per ingannare la gente sono utilizzati con successo anche in Italia.

Come arricchirsi velocemente: la truffa di McGregor

Le truffe non sono una novità dei nostri tempi. E non risalgono nemmeno al secolo scorso. Si può tornare molto più indietro e il documentario Netflix racconta di una truffa avvenuta in Inghilterra all’inizio dell’Ottocento. Protagonista è Gregor MacGregor, un militare che aveva combattuto le guerre di indipendenza sudamericane. Tornato in Inghilterra, MacGregor dice di essere diventato principe di una piccola nazione nella Baia di Honduras, Poyais. Un luogo incantevole, fertile e con una posizione strategica per le rotte commerciali. Un vero paradiso per gli investitori londinesi, pronti a investire in quella zona del mondo che prometteva sviluppo e una ghiotta occasione per arricchirsi.

Peccato, però, che MacGregor si fosse inventato tutto. Aveva cambiato tante sterline con la moneta di Poyais a ignari investitori. Lui aveva intascato denaro sonante e alle persone truffate era rimasta carta straccia.

La serie Netflix parte proprio da questa storia e comincia a raccontare una serie di truffe ormai standardizzate che sono state scoperte da tanti anni, ma che continuano a funzionare.

Come arricchirsi velocemente: la truffa dell’anticipo

La prima truffa è quella dell’anticipo. Può avere varie forme, ma fondamentalmente si basa sull’idea di far anticipare una somma relativamente contenuta alla vittima con la promessa di incassarne una molto maggiore di lì a poco.

Per esempio, c’è la truffa che ti preannuncia una vittoria alla lotteria, perché proprio tu sei il fortunatissimo “milionesimo visualizzatore” di quell’annuncio. Per incassare la vincita, però, c’è bisogno di pagare una piccola tassa. Cosa sono cento euro confrontati alla promessa di incassarne un milione? A quel punto il malcapitato di turno fa il suo versamento, ma in cambio non riceve alcun che.

Il principe nigeriano

Sullo stesso meccanismo si basa anche la truffa del principe nigeriano. Di solito l’adescamento delle vittime avviene tramite mail. Un ricco principe nigeriano ha bisogno di spostare la sua enorme ricchezza (almeno qualche decina di milioni) su un conto corrente estero. Chiede alla vittima i dati del proprio conto corrente per effettuare il trasferimento di denaro. In cambio viene promessa, come premio, una percentuale cospicua sul denaro trasferito. Ovviamente non esiste nessun principe nigeriano, ma il rischio di avere il conto corrente prosciugato è praticamente certezza.

Il pump e dump

Con la diffusione delle criptovalute si sono diffusi anche dei meccanismi fraudolenti che sfruttano le oscillazioni del valore di mercato. È la truffa pump e dump (“pompa e sgonfia”). L’obiettivo è far aumentare di valore in modo “artificiale” cose che non valgono nulla, come appunto le valute digitali.

Il meccanismo è concettualmente semplice: si convincono le persone che quella criptovaluta sarà sempre più importante e diventerà la prossima moneta di scambio; sulla scia dei Bitcoin, la gente comincia a comprare queste criptovalute; il valore, nel giro di poco, aumenta enormemente. Poi i malintenzionati, raggiunta una certa soglia, cominciano a vendere per incassare il valore gonfiato. Ovviamente, quando si vende, il valore comincia a scendere. Ciò che rende questo meccanismo molto insidioso è che queste oscillazioni verso il basso sono molto repentine: se non si conosce il trucco, si rischia di trovarsi con delle criptovalute che valgono zero, pur avendole pagate centinaia se non migliaia di euro.

Una truffa di questo tipo è stata orchestrata dalla One Coin. Per mesi si è fatto credere alle persone che quello era il nuovo Bitcoin, fino a quando non si è scoperto che era tutto organizzato per far guadagnare gli organizzatori della messa in scena.

Come arricchirsi velocemente: lo schema Ponzi

Un rispettabile uomo d’affari ti promette di farti guadagnare percentuali molto alte se investi i tuoi risparmi con lui. Dopo qualche tempo, ti restituisce anche una parte del capitale investito con le percentuali che ti aveva effettivamente promesso. Tu ci credi, ne parli con altri, e la cosa sembra avere una sua base di verità. Il sistema può andare avanti per anni. Poi però ci sono tante persone che in contemporanea chiedono indietro i capitali investiti e il castello di carte cade miseramente. Non ci sono i soldi per ripagare tutti. Perché? Perché quei soldi non erano stati realmente investiti, ma semplicemente fatti girare tra i nuovi arrivati nello schema e quelli vecchi. Gli interessi dei vecchi partecipanti, infatti, vengono pagati con i soldi dei nuovi arrivati.

Questo, in poche parole, è lo schema Ponzi, chiamato così in “onore” di Charles Ponzi. Un italoamericano che utilizzò questo metodo per truffare ignari risparmiatori, ingolositi dalle alte rendite promesse.

I corsi per diventare ricchi

Ma le truffe possono essere anche meno dirette di quelle che abbiamo visto finora. E diventa molto più difficile provare che siano truffe. Negli ultimi anni in rete si sono diffusi anche in Italia centinaia di corsi che promettono di cambiare la tua vita. Ti fanno credere che sia facile avviare un business online per diventare ricco in poche e semplici mosse. Così potrai bere il tuo drink in riva al mare in qualche paradiso tropicale, senza più lavorare.

Ovviamente ciò non è possibile. O almeno non lo è per la stragrande maggioranza delle persone. Ci sono tanti corsi che vogliono insegnare alla gente a fare trading online, cioè investire autonomamente per diventare ricco in poco tempo. Oppure che promettono di svelarti tutti i trucchi per comprare e rivendere a un prezzo maggiore qualsiasi tipo di merce.

Corsi del genere non nascono oggi, ma già negli anni ‘80 erano diffusi e venivano venduti non tramite internet, ma attraverso la televisione con la cara, vecchia televendita.

Le tecniche per convincerci

Uno dei problemi che non permette di perseguire i truffatori in questi ambiti è il marketing. Il confine tra tecniche per vendere e la truffa, infatti, è molto sottile. I venditori di questi corsi sono spesso venditori esperti e non fanno altro che sfruttare alcuni meccanismi psicologici per convincere le persone a comprare i loro corsi.

Se si osservano con attenzione, le attività di promozione di questi corsi seguono tutte uno schema prestabilito. Partono con una promessa allettante: “Ecco come puoi diventare ricco in poco tempo e senza sforzo!”. Poi ti raccontano una storia, nella quale identificarti e che vorresti fosse la tua: “Anche io lavoravo dalla mattina alla sera e odiavo il mio capo, ma adesso posso vivere in questa splendida isola e viaggiare senza preoccuparmi!”. Ti sottopongono, nel caso tu avessi dubbi, le testimonianze di persone che hanno provato il corso e sono riuscite a cambiare la propria vita: si tratta di testimonianze che, quando vere, non possono certificare l’efficacia del corso per chiunque. E infine ti dicono che per cogliere quell’offerta “super limitata” devi muoverti, perché altrimenti perderai l’occasione della tua vita. È il così detto senso di urgenza.

Tutte queste tecniche sono conosciute e studiate da decenni. Anzi, le conosceva anche MacGregor duecento anni fa con la sua storia di Poyais. Ma perché continuiamo a cascarci?

La fiducia

L’essere umano, per sopravvivere, è portato naturalmente a fidarsi degli altri. È un istinto naturale quello di credere alle persone. Perché senza fiducia nel prossimo non esisterebbe la società: non ci faremmo curare, non compreremmo il cibo, non andremmo a mangiare in un ristorante. Non aiuteremmo una persona in difficoltà. Del resto, una statistica che viene riportata nel documentario riguarda proprio la relazione tra fiducia e benessere: le nazioni in cui c’è maggior fiducia negli altri sono anche le più ricche e felici. Nonostante tutto, quindi, un mondo in cui si possono truffare le persone è il mondo migliore possibile.

Si conclude così, in modo abbastanza consolatorio, la puntata Come arricchirsi velocemente della serie I soldi in poche parole.

Combattere contro la fuffa

A combattere le truffe non ci sono solo le forze dell’ordine, ma anche molte persone che provano ad aprire gli occhi alla gente per evitare che si faccia raggirare. Ad esempio, c’è un gruppo Facebook molto interessante in cui si affronta l’argomento dei corsi online che promettono mari e monti nei più disparati ambiti. Questo gruppo si chiama Fufflix, è stato fondato dal giornalista Germano Milite con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni, discutere e raccontare la fuffa venduta come formula magica per fare qualsiasi cosa.

Milite organizza spesso delle live sui social e discute con gli utenti di questi argomenti, analizzando casi particolari e spiegando i meccanismi che ci sono dietro. Come è facile immaginare, però, questa attività ha un costo: spesso deve affrontare grane legali con i venditori che vengono criticati.

La voglia di diventare ricchi

Questa voglia matta di diventare ricchi, purtroppo, comincia a fare molte “vittime” anche tra i giovanissimi, spesso ragazzi appena usciti dalle scuole superiori. Purtroppo tutti questi corsi fanno passare l’idea che diventare ricchi in pochi anni sia una cosa facilmente possibile per tutti, basta impegnarsi e volerlo. Ma non è così.

Lo spiega bene Francesco Narmenni sul suo canale YouTube Smettere di lavorare. In un suo video intitolato Perché non puoi diventare ricco, spiega il motivo per cui non è possibile diventare ricchi partendo da zero. Lo fa mettendo in fila dei numeri. Anche nel caso in cui si guadagnassero 5.000€ netti al mese (cifra alta ma raggiungibile) non si riuscirebbe a raggiungere la possibilità di vivere una vita sfarzosa senza lavorare in meno di cinquant’anni. L’unico modo per riuscire a vivere una vita libera dal lavoro e dallo stress è abituarsi a fare a meno del denaro. Il minimalismo, da questo punto di vista, può essere un buon inizio.

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