“Strani slanci di passione ho conosciuto” di Ciro Rocco

Strani slanci di passione di Ciro Rocco

Leggendo Strani slanci di passione ho conosciuto, scritto da Ciro Rocco e pubblicato dall’Aperia, emerge nitidamente l’amore dell’autore per la storia, la letteratura e il cinema. Si potrebbe pensare che sia naturale che certi ambiti facciano parte del ventaglio di passioni di un professore di lettere, quale è, appunto, Ciro Rocco. Eppure, guardando alla propria esperienza, tanti di noi sanno che a scuola se ne incontrano troppo poche di persone davvero appassionate delle materie che sono chiamate a insegnare.

Strani slanci di passione ho conosciuto di Ciro Rocco

Fatalmente, la scuola è un punto centrale attorno a cui ruota il libro. In Strani slanci l’autore racconta un pezzo della propria giovinezza, vissuta a Pozzuoli tra gli anni Sessanta e Settanta, da quando frequentava le elementari fino alle superiori. La narrazione autobiografica, però, apre di continuo la strada a riflessioni di vario tipo, con approfondimenti storici, letterari o cinematografici. Mai slegati tra loro, ma tenuti sempre insieme dalla vita. Le tante piccole esperienze quotidiane, per l’autore, sono educative come possono esserlo i film o i libri che vede o legge. Per Ciro Rocco non esiste differenza tra vita intellettuale e vita vissuta: tutto fa parte di un unico grande insieme di stimoli che formano l’uomo, lo fanno crescere.

Nell’introduzione al volume, con una formula efficace Giovanni Manna spiega bene questa alternanza di generi: “appena scavi un po’ sotto la narrazione trovi il saggio, e viceversa”. Così il lettore passa dal racconto dell’esperienza imprenditoriale di Adriano Olivetti, all’attenta descrizione dell’omonimo Borgo di Pozzuoli (dove c’erano le case dei dipendenti della fabbrica) e arriva ai pomeriggi di gioco che l’autore passava in quel quartiere insieme ai compagni della nuova scuola. Oppure, in un altro capitolo, si passa dall’incontro con suor Maria, la promotrice di un cineforum organizzato in un oratorio del centro storico puteolano, all’analisi dell’Invasione degli ultracorpi di Don Siegel, uno dei film che in quelle occasioni l’autore aveva avuto modo di vedere e apprezzare.

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Il colera a Napoli

Però, in tempi di pandemia, non può che risvegliare una certa curiosità il capitolo in cui Ciro Rocco racconta l’epidemia di colera del 1973 a Napoli. La situazione, seppur grave, si risolse in una manciata di mesi, perché ormai un vaccino era stato trovato e nel giro di poco tempo venne immunizzata gran parte della popolazione, grazie anche all’aiuto americano. Leggere oggi di quanto accadde in quella strana estate ha un effetto straniante: la mancata apertura delle scuole, la sospensione di alcune partite di calcio, la corsa all’acquisto di cibo in scatola, le false credenze che si diffusero tra la popolazione. Non vi sembrano cose familiari?

Colera a Napoli nel 1973

Il perché del titolo Strani slanci di passione

L’autore si lascia andare in una narrazione pura quando si parla di amicizia e di amore. E a circa due terzi del libro, proprio mentre siamo nel bel mezzo di una sequenza di estrema delicatezza, capiamo perché questo volume color amaranto che abbiamo tra le mani si intitola Strani slanci di passione ho conosciuto: si tratta di una poesia dell’inglese William Wordsworth che il narratore/autore legge per la prima volta insieme a una ragazza di cui è innamorato.

Tutti gli ultimi capitoli, per sottolineare ancora una volta la grande passione per la letteratura di Ciro Rocco, hanno titoli che riprendono libri o racconti di grandi autori della letteratura mondiale, come Le Carrè, Chandler o Hemingway.

L’amore per la lettura

Probabilmente la professoressa di Italiano che Ciro Rocco ebbe nel 1973 non avrebbe esitato a definire almeno uno di questi scrittori un esponente della “sotto-letteratura” che può offrire tutt’al più letture “infime e diseducative”. Ma fortunatamente – e in questo momento chi scrive parla da suo ex alunno all’Itis Giordani di Caserta – il professore Ciro Rocco non la pensava allo stesso modo. Ai suoi alunni, infatti, assegnava libri che di solito non ci si aspetterebbe di leggere a scuola. La mia passione per la lettura, infatti, è nata proprio con un libro che il prof. Rocco ci diede da leggere durante l’estate del 2010: Il patto dei Labrador di Matt Haig. Per me fu l’apertura di una porta su un mondo incredibile.

Il patto dei labrador di Matt Haig

Non era certo un caso, quindi, che in una classe di venti ragazzi almeno la metà avesse un libro nello zaino pronto ad essere tirato fuori e letto nei momenti morti tra una lezione e l’altra. Questo piccolo miracolo era stato possibile grazie alla genuina passione di un insegnante come Ciro Rocco.

Oggi so, grazie a Strani slanci, che quella passione era la stessa che l’adolescente Ciro Rocco aveva riconosciuto nella nuova professoressa di storia, provvidenzialmente arrivata a insegnare nella sua scuola proprio in quell’inconsueto 1973.

(Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta sulla rivista “Il caffè” di Caserta il 18 dicembre 2020)

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