“Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde”, cosa ne penso

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

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La storia dello Strano caso del Dr Jekyll e Mr Hyde, breve romanzo dello scozzese Robert Louis Stevenson datato 1886, è celeberrima. Fin dalle scuole medie si incontra in antologie e manuali di letteratura, ed è entrata nel nostro immaginario collettivo come poche altre. Ovviamente si tratta di una conoscenza quasi sempre mediata da altre fonti e non derivata da una lettura diretta del testo. E proprio questo credo sia il problema principale del romanzo, per un lettore contemporaneo.

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Il “problema” del romanzo

Mi spiego meglio. Il racconto, a mio modo di vedere, si basa praticamente tutto sulla sorpresa che dovrebbe comparire sul volto del lettore che arriva all’ultimo capitolo, in cui viene svelato il mistero, lo strano caso che lega l’affabile Jekyll al perfido Hyde. Certo, poi abbiamo tutta la riflessione sul bene e il male e come queste due forze convivano all’interno di un’unica persona, ma francamente credo sia poca roba, per dare senso alla lettura del libro oggi. A meno che non si sia completamente ignari di tutto.

Attenzione, non metto in dubbio la potenza della storia architettata da Stevenson, visto quanto ha influenzato altri autori, come ad esempio Oscar Wilde per il suo Dorian Gray. Ma bisogna ammettere che in questo libro, venendo meno l’effetto sorpresa, si ha una costante insoddisfazione fino alla fine della lettura.

Attenzione, non metto in dubbio la potenza della storia architettata da Stevenson, visto quanto ha influenzato altri autori, come ad esempio Oscar Wilde per il suo Dorian Gray. Ma in questo libro, venendo meno l’effetto sorpresa, si ha una costante insoddisfazione fino alla fine della lettura.

Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde: la misteriosa storia

E allora mi viene di immaginare quanto possa essere bello seguire per la prima volta il pensieroso notaio Utterson, che si domanda cosa ci sia di tanto strano nel suo amico Jekyll. Perché il dottore ha scelto quel reietto di Hyde come destinatario del suo testamento? Proprio Hyde, un ignobile e violento uomo che non si fa scrupoli a gettare in terra una bambina e calpestarla. Cosa lega questi due personaggi così distanti? E la domanda diventa sempre più pressante man mano che si procede nel racconto.

L’autore, insomma, gioca costantemente sulla tensione, confida nel fatto che chi legge non possa intuire il finale. E avrebbe ragione.

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La “colpa” di Stevenson

Invece, noi lo conosciamo, il finale della storia, e non possiamo quasi tollerare quella tensione narrativa, costruita con una misteriosa alternanza di punti di vista. Se lo strano caso è già risolto, non ci si accontenta dell’ultimo capitolo.

La colpa non è di Stevenson, ovviamente. La “colpa” è dell’incredibile fama che ha avuto il suo racconto, del quale, una volta finita la lettura, ci accorgiamo di non aver saputo niente in più di quanto già conoscevamo. O, quantomeno, niente in più che ci abbia davvero gratificato.

Vorrei dimenticare la trama dello Strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde per poterlo leggere con gusto. Solo in quel momento potrei dare un giudizio sensato sull’opera e il suo effetto. Peccato, sarebbe potuto rientrare a pieno merito tra i 10 libri da 100 pagine da leggere assolutamente.

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Donato Riello

Autore

Donato Riello

Donato Riello è laureato in filologia moderna presso l'Università "Federico II" di Napoli e insegna lettere nelle scuole superiori. Ha collaborato con vari giornali, tra i quali "Il Mattino". Nella sua città, Caserta, ha fondato un circolo letterario: si chiama "Il ritrovo del lettore".

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