“Scrivo per prima? Rispondo subito?”: Stendhal, le corrispondenze amorose e noi

Whatsapp e le lettere d'amore
Whatsapp e le lettere d’amore

Nel romanzo più famoso di Stendhal, Il rosso e il nero (1831), viene raccontata la storia di Julien Sorel, un giovane della Franca Contea di umili origini che prova a sfruttare ogni mezzo in suo possesso – dalla grande memoria al bell’aspetto – per poter scalare la società francese e passare dalla provincia ai salotti parigini. Nell’economia del romanzo, il contesto storico svolge un ruolo di fondamentale importanza: siamo nel 1830, durante la Restaurazione, con l’onda lunga dei grandi sconvolgimenti politico-sociali seguiti alla Rivoluzione francese e all’ascesa e declino di Napoleone.

Perché è un romanzo importante

Nel saggio introduttivo dell’edizione Oscar Mondadori, estrapolato da Mimesis, Erich Auerbach analizza l’importanza di questo contesto storico e il modo in cui Stendhal riesce a intrecciarlo all’azione romanzesca. Per il grande critico tedesco, Il rosso e il nero è un libro di notevole importanza perché l’autore francese riesce a legare con maestria l’ambientazione socio-politica e l’azione del romanzo.

Credo, però, che se questo è, in prospettiva storico-letteraria, un merito di Stendhal, allo stesso tempo sia anche uno dei motivi per cui Il rosso e il nero è un romanzo che esce fuori dal gusto contemporaneo. Non parlo solo del fatto che il libro è immerso pienamente nel suo tempo, e quindi per molti aspetti viene visto con distacco, ma mi riferisco soprattutto ai tempi narrativi. Ovviamente, con ciò non si vuole certo sminuire il valore complessivo dell’opera.

Copertina Il rosso e il nero
L’edizione Oscar Mondadori che ho letto

Le storie d’amore di Julien Sorel

A questo punto, anzi, vorrei parlarvi di un aspetto, sicuramente minimo, ma che mi ha molto colpito e credo ci faccia capire perché, al di là della performance, il romanzo di Stendhal sia ancora oggi molto letto. Nel grande affresco sociale creato dallo scrittore francese, hanno un ruolo centrale le storie d’amore di Julien Sorel.

Nella prima parte del romanzo il bel protagonista intreccia un rapporto sentimentale con una donna sposata, nella seconda, invece, occupa grande spazio il gioco di seduzione tra lui e Mathilde de La Mole. A un certo punto, i due iniziano una corrispondenza epistolare molto fitta, nonostante appaia assolutamente inutile al nostro eroe, visto che i due frequentano la stessa casa. Questo scambio di lettere, a mio avviso, è di assoluto interesse perché riesce a farci capire quanto sia universale un certo tipo di atteggiamento nel rapporto uomo-donna. Vediamo.

Scrivere per prima

Mathilde de La Mole è la figlia di un nobile, il palazzo in cui vive è popolato da bei giovani dell’alta società francese che la corteggiano. Per lei, quindi, non è una novità avere uno scambio epistolare con un uomo. Ma questa volta le cose hanno un valore diverso: in passato “quelle lettere erano solo delle risposte” – si legge al capitolo XIV, parte seconda – adesso, invece, lei “scriveva per prima (che espressione orribile!)”.

Le regole del gioco

Ecco, Mathilde non aveva mai scritto per prima, e averlo fatto adesso appare quasi disonorevole: sia perché scrive a un giovane di un rango sociale più basso, ma, soprattutto, perché – per così dire, inconsciamente – sa che, nel gioco della seduzione, dare il via a una corrispondenza è segno di debolezza. Del resto, lo ammette lei stessa: “Questa volta osava dire che amava”. Julien non è per nulla indifferente alla ragazza, ma il suo animo calcolatore lo porta a nascondere ogni tipo di sentimento. Di contro, Mathilde si domanda, non senza struggimento, se il suo amore sia ricambiato oppure no.

Ma perché Mathilde si è innamorata proprio di Julien? Leggiamo:

“La profondità, l’ignoto del carattere di Julien avrebbero potuto spaventare anche chi avesse voluto stabilire con lui un normale rapporto amichevole. E lei stava per farne il suo amante, forse il suo padrone!”.

Quindi, è di certo un carattere non superficiale ad aver impressionato Mathilde, ma soprattutto è “l’ignoto” di quel carattere a fare la differenza. Dell’ignoto si ha certo paura, ma se ne è anche segretamente attratti. E nei rapporti amorosi è proprio quello che non conosciamo dell’altro a creare una forte attrazione. Insomma, quello che accade a Mathilde è quello che accade a ogni persona. Nel XIX, come nel XXI secolo.

Rispondere subito

Ritorniamo, però, alle lettere che i due si scambiano. Julien risponde a Mathilde senza mai scoprirsi più di tanto, ma c’è un particolare – a mio avviso non secondario – che Stendhal ci restituisce nel racconto. Ricevuta l’ennesima lettera, Julien “non aveva fretta di aprire quella che aveva in mano”. Il nostro protagonista ha capito di avere il controllo su Mathilde e non ha fretta di leggere quello che scrive per poter rispondere e ricevere un’ulteriore risposta da lei. Aspetta, non senza strategia, e con un certo godimento.

Notate? Gli stessi meccanismi che oggi qualsiasi persona subisce o applica chattando con un potenziale partner sentimentale erano già in voga nella prima metà dell’Ottocento. All’epoca non esistevano gli smartphone e Whatsapp, ma anche con lettere di carta, faticose da scrivere e lente a partire, il gioco della seduzione amorosa aveva le sue tecniche e le sue manie. Ma a pagarne le spese, oggi come allora, è sempre chi scopre per primo le sue carte.

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